Carovane
coordinatori:
Giacomu Thiers  e Neria De Giovanni
 
SALVATORE PINTORE

Dalla raccolta Parole e silenzi:
 

CREDO IN TE

Credo non m’inganni
la trasparenza dei tuoi occhi sereni
finestre aperte del tuo animo in fiore.

Credo ai tuoi imbarazzati silenzi
al sì turbato che lasciasti
nel buio della sera.

Credo nel riflesso tranquillo
del tuo amore sincero
nella tua essenza di donna.

Credo nel mio tempo
e in quello che ignoro di te
lo sento.
 

LA LUNA

Fermarla
sovrana sui monti
mentre vince
l’ultima luce del giorno
rischiarando il paese
brulicante sul colle
e di quà la città
distesa tra gli ulivi.

Nel cielo imbrunito
i vetri s’incurvano
al solito sguardo
rimpiangendo quelle trascorse
care e ridenti lune
ormai sepolte.
 
 

Dalla raccolta Erano i giorni:
 

DUE OCCHI

Due occhi sulla riva 
sono pronti a salpare 
sul messaggio che ha increspato
l'immensa distesa del cuore.

Due occhi dagli abissi 
innalzano vele
gonfiano al vento le idee
fendendo le onde del tempo.

Due occhi nell'azzurro
cercano una stella
la sua luce avvolge desiderio
in un silenzioso remare.
 
 

SCAVATI NELLA FORMA

Scavati nella forma
una forza mirabile 
che non sa di carne 
ci attrae e ci lega 
vincendo la solitudine che portiamo 
come api nell'alveare del cosmo.
Di calice in calice 
beviamo polline d'oro
volando con ali di cera
su sentieri versi e discorsi
battezzando ogni cosa con parole.
La Re-gola perde il Re tra le corde
e vince sciogliendo nodi di pianto
il rosso della passione.
Il nero della notte
ricopre i pensieri e la ragione dorme
sotto un lenzuolo di stelle.
L'alito diventa nuvola di desiderio
amato abbandono 
sui segni della mano
uccello del pensiero
nei nidi della gioia e del lamento.
     Anche il sudore ama 
e ritorna etereo 
sotto la legge che trasforma
elevando la fatica
come sacro incenso al Cielo.
 
 
 

Dalla raccolta Nati nella terra:
 

DANAE   

Terra sei nata
semplice idea 
da un Pensiero
che non ha dimora.
 
Bambina sei stata
ad inseguire i tuoi sogni
girando all’intorno.

Oggi matura e ricca di fermenti
innamorata
ti sposi col mio corpo.
 
Un fuoco
nel bosco dell’anima
mi hai acceso. 

Il tempo è la fiamma che onora
lampada al mutamento.
 
Ma dietro una maschera di paura
si rifugia insicuro il nostro volto. 

Inquieto è il mio cuore
gioioso tormento
mentre ricerco tra i tuoi sentieri
l’immortalità perduta
del mio mondo.

In quale abisso hai nascosto
la gemma più preziosa?
In quali occhi rivivrà 
il tuo canto amoroso?
Anche nel mio centro
si nasconde un fuoco più denso:
scintille di sorrisi
fiamme di passioni
bagliori di visioni
fuoco di parole
cenere di silenzi
brace di dolori
fuoco perenne di segreti
da quando
da nostra Madre
ci dividemmo.

Ora e sempre
disvelamento....

E non basteranno le tue notti
le tue seducenti lune
i venti gelidi dei tuoi opposti
le carezze delle tue acque più chiare
i sospiri del tuo più profondo mare
il tuo più irato temporale
per spegnere il desiderio d’infinito
della mia luce.
 

1. Danae (terra e spirito), 
Fulcanelli: Le dimore filosofali , vol. II p.23-24
 

QUANDO 

Quando 
alzerai dai miei occhi il velo
ti amerò
oltre il muro del tempo.

Quando 
colmerai le mie lacune
in me rinchiuderò
tutte le stelle. 

Quando 
riempirai gli abissi
delle mie pupille
ti vedrò
così come sei.

Quando 
tenderai nel tuo arco
ogni corda del mio cuore
non più segreto
suonerò il tuo canto.
 
 

Dalla raccolta Camineras de abba –Sentieri d’acqua:

In su ‘entu de sos annos
si regoglin camineras de abba
ch’in su adu de sos membros diventan
su limbazzu de sa vida.
Lagrimas perdidas
sunt istadas sas primas carrelas 
ue est passadu su dolore.
Daboi naschet semper s’amore
e in s’arte si faghet bider
comente puzone de su Nudda
figura ‘ia in sas telas
ateru dae biancu e dae nieddu
peraula in sa peraula
signu
chi lassat su disizu nostru.

Nel vortice degli anni
si raccolgono sentieri d’acqua
che nell’alveo delle membra diventano
il discorso della vita.
Lacrime perse
sono state le prime vie 
dov’è passato il dolore.
Dopo nasce sempre l’amore
e nell’arte appare
come germoglio del Nulla
figura viva nelle tele
alterità di bianco e di nero
parola nella parola
segno
che lascia il nostro desiderio.

Attraessare su adu de sa mente
su riu de sos ammentos
s’ultimu colore de sas fozas
mentres sos ojos de sas pedras 
abbaidan in sa currente
su tempus de sas bozas.
Sa prata de sa luna 
isolvet sa cara tua
in abba pasida de incantos.
Falan sos disizos
filos de rios peri sos fiancos
agos de pinu subra cabidales de terra
e su sole tesset fozas de chercos
ricamu de vida in sa carena.

Attraversare il guado della mente
il ruscello dei ricordi
l’ultimo colore delle foglie
mentre gli occhi delle pietre 
guardano nella corrente
il tempo delle voglie.
L’argento della luna 
libera il tuo viso
nel lago degli incanti.
Scendono i desideri
fili di ruscelli lungo i fianchi
aghi di pino su guanciali di terra
e il sole tesse foglie di querce
ricamo di vita sulla pelle.
 
 
 
 

Salvatore Pintore è nato a Oliena (Nuoro) .  Risiede a Sassari dove lavora e svolge attività culturale. È presidente dell’associazione Centro ricerche filosofiche, letterarie e scienze umane di Sassari.
Ha esordito nel 1991 con la silloge poetica dal titolo: PAROLE E SILENZI . 
La sua attività letteraria è proseguita con: ERANO I GIORNI (1994); NATI NELLA TERRA (1996); CAMINERAS DE ABBA - SENTIERI D’ACQUA (1999). 
La sua opera poetica ha ricevuto premi e riconoscimenti in diversi concorsi.
Tra i più importanti: 
• Rhegium Julii 2000  Premio ‘Nicola Giunta’ per la poesia in vernacolo per il volume ‘Camineras de abba’.
• Gruppo Internazionale di Lettura · Pisa · Premio Nazionale ‘Le Regioni’ per la sezione ‘Scrittori oggi’, 23ª Edizione 2000.