Gennaio-Febbraio  2003
 
… E IL CIDE ESISTE DAVVERO

di EmmeMi


INTERVISTA AL DIRETTORE GENERALE CARLO CURTI GIALDINO

Nel numero di Salpare dell'aprile 2002 avevamo lamentato la latitanza del Cide, il centro di informazione e documentazione europea del quale, a 2 anni dalla sua costituzione , nessuno conosceva ancora l'esistenza e neppure la sede. In coincidenza con la pubblicazione della nostra denuncia il Cide si è dotato di un nuovo Amministratore, nella persona del Prof. Carlo Curti Gialdino, docente di diritto comunitario con una vasta esperienza nelle istituzioni europee, prima come referendario presso la Corte di Giustizia in Lussemburgo e, da ultimo, presso il Dipartimento per le politiche comunitarie della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Al Prof. Curti Gialdino abbiamo chiesto di illustrarci le attività realizzate dal Cide dopo la sua nomina.
D. Professore, innanzi tutto riproponiamo a Lei la domanda che facemmo lo scorso anno: questo Cide esiste davvero?
R. Direi proprio di sì, dal momento che non solo abbiamo trovato una sede, sia pure provvisoria, presso l'ufficio di Roma della Commissione europea, ma anche perché abbiamo provveduto ad avviare il complesso di attività che rientrano nella nostra missione istituzionale, da quelle documentali e di informazione a quelle attinenti la ricerca e la formazione. Per darci maggiore visibilità ci siamo dotati anche di un logo e di un sito web, all'indirizzo www.cide.it, in attesa della realizzazione di un Portale sul quale documentare le attività del Centro.
D. Vuole allora illustrarci in concreto queste attività?
R. per quanto riguarda il settore della documentazione, dal giugno 2002 il Cide ha, di fatto, ereditato i compiti svolti fino ad allora dalla Rappresentanza in Italia della Commissione; stiamo poi realizzando una Guida di accesso ai documenti dell'Unione Europea, che sarà disponibile sia in formato cartaceo che informatico, al fine di coprire le esigenze informative tanto dell'utenza generica che di quella specializzata, consentendo a tutti un accesso facile e trasparente alle informazioni che provengono dalle istituzioni comunitarie. Abbiamo anche attivato un coordinamento stabile con le Reti di informazione comunitaria presenti in Italia, dai Carrefour rurali agli Info Point Europa, al fine di stabilire una proficua complementarietà di azione nel campo della diffusione dell'informazione.
D. Dal 1° luglio prossimo l'Italia sarà presidente di turno dell'Unione. Vi siete attrezzati anche voi per questo appuntamento?
R. Sì, soprattutto per quanto riguarda la formazione del personale. Dopo la mia nomina, infatti, abbiamo avviato un programma di corsi per operatori delle Reti comunitarie per l'informazione, ai quali al dicembre scorso avevano aderito 98 partecipanti. Con il nuovo anno abbiamo già programmato la realizzazione di 4 corsi per complessivi 120 partecipanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri e 2 corsi per altrettanto personale del Ministero delle Attività Produttive, specificamente destinati alla preparazione di dirigenti e quadri della Pubblica Amministrazione in vista della scadenza di luglio 2003.
D. Mi sembra si possa dire che finalmente la macchina è avviata. Ma ci consenta un'ultima domanda: alle Regioni e alle aree svantaggiate, come la Sardegna, ci pensate?
R. Proprio con le Università di Sassari e di Cagliari, la Regione e gli Ordini forensi della Sardegna abbiamo predisposto un progetto di Master per giurista europeo, specificamente destinato agli utenti sardi. Sul presupposto, poi, delle proprie caratteristiche e potenzialità, il Cide ha avviato rapporti con Enti locali e imprese, al fine di offrire a tali strutture i propri servizi nell'ambito del monitoraggio legislativo, del reperimento di informazioni, della ricerca e dell'orientamento sullo stato di attuazione della normativa comunitaria. Il nostro auspicio e il nostro impegno è che d'ora in poi anche gli amministratori e gli operatori culturali ed economici delle aree periferiche possano godere di una informazione il più possibile rapida e approfondita sui principali sviluppi delle politiche dell'Unione.