Novembre-Dicembre  2001
 
Andrea Parodi "Abacada"

di Ivan Perella


Parlare di Andrea Parodi significa addentrarsi nel profondo della sua ottica musicale, mi spiego: aver avuto il coraggio di abbandonare una band che come i Tazenda andava molto bene anche in un mercato "intirizzito" come quello italiano, cantare coraggiosamente le proprie emozioni in lingua sarda, portare in giro per il mondo suoni e sensazioni di Sardegna e non solo; questo vuol dire aver una visione artistica quadrimensionale, dimensione che nella nostra antica terra ben pochi sono riusciti a far comprendere nel "continente", senza violentare troppo le proprie radici glottologiche e culturali.
Parlare solo del suo passato di leader e voce dei Tazenda sarebbe sminuire ciò che l'artista ha sempre voluto comunicare. I Tazenda erano una band di musica leggera, che ha avuto il coraggio di presentare un alternativa ad una anglofonia che spadroneggiava nel settore ma se si va a guardare la discografia di Andrea Parodi, si scopre che la sua carriera è ben più lunga di…"Spunta la luna dal monte".
Nel 1982 il suo esordio con il Coro Degli Angeli "Canzoni di Mogol-Battisti" prodotto da Gianni Morandi.
Nel 1987 ecco il primo disco in sardo "Misterios" (Tekno Records), dopo il quale unendosi ad altri due elementi del coro fonda i Tazenda.
Ed ecco arrivare un fiume vero e proprio di successo sia commerciale (non facile) che di critica (difficilissimo!): 1988 "Tazenda"(Ricordi Records) e prima apparizione a San Remo Rock, 1991 "Murales" (Visa records) premio di critica a San Remo, e con la versione interamente in sardo di "Spunta…" dal titolo "Disimparados" (premio Tenco), vittoria in coppia con Paola Turci del Cantagiro, dulcis in fundo il Disco d'oro.
Il 1993 è un anno molto importante per Parodi, visto che con la pubblicazione del live "Il popolo rock" (Visa Records) ha la possibibilità di scrivere e cantare "Sa Dansa" con la più grande interprete sarda: Maria Carta.
Fra il 1995 ed il 1997 rispettivamente vengono pubblicati "forza Paris" e "Il sole di Tazenda".
Evidentemente il sole di Tazenda era destinato a tramontare, ma non certo quello di Andrea Parodi il quale di li a poco avrebbe portato avanti interessanti progetti solisti (e non solo nel campo musicale).
Eccoci a parlare di "Abacada", ultimo album solista di Parodi che ha visto la partecipazione di innumerevoli artisti.
Mi sembra doveroso prima di introdurre le canzoni scrivere su coloro che hanno reso possibile la creazione di queste atmosfere uniche: Francesco Sotgiu percussionista di valore si cimenta nel suonare varie percussioni tipice quali: Jambé, Tablas, Darbuka, Tar/Bendir, Iscartu, Turbarineddu,e'canna, Piatti, Hannapida, Conchiglie.
Partecipano ad alcuni brani: Gavino Murgia (launeddas, sulittu, benas), Alessandro Fontoni (contrabbasoo), Bèbo Ferra (chitarra folk), Fausto Beccalossi (fisarmonica), Monica Mureddu (voce), Gemiliano Cabras (basso, violoncello), Mark Harris (fisarmonica), Rossella Faa (voce), Mauro Palmas (mandola), Alessandro Simonetto (bouzuki), Faraualla (quartetto vocale femminile), Arnaldo Vacca (tamorra, karqueb, tar, daf, kanjira), Bruno Camedda (fisarmonica) Elena Ledda (voce). Da annotare la partecipazione di Piero Marras e Africa X nel brano "Pandela.
Ma appunto andiamo a visitare i brani proposti.
Si inizia con "Efix" (Gianni Virdis) il cantautore sardo Virdis si ispira al tema del rimorso nell'opera di G.Deledda "Canne al vento", narra di un pastore e del suo rimorso per aver ucciso il suo ingiusto padrone e per questo si prenderà cura delle orfane. Forti accenti mediorientali anche nel cantato di Parodi oltre all'uso di strumenti del vicino oriente e del sitar indiano.
La title-track del cd (M.P. Ledda-A.Parodi/musiche F.Sotgiu) è tratta da una melodia popolare gfreca, è la prima canzone scritta da Parodi. "Abacada" è un brano più recitato e cadenzato, dove Parodi duetta con Rossella Faa.
"Camineras" (M.P.Ledda/A.Parodi-F.Sotgiu) si ispira ad una canzone berbera, ma la presenza delle Launeddas (flauti a canna, tipico strumento sardo) ci riporta nell'isola, trovo bellissimo il giro di chitarrone sardo e violino, che accompagnano la voce di Parodi, è una delle mie preferite anche per il finale in crescendo e lo stop a chiusura del brano che trovo riuscitissimo.
"Ninné"(A.Parodi-F.Sotgiu-Gschiavone) è una sorta di interludio eseguito in presa diretta da Parodi e le affascinanti voci a cappella del coro Faraualla, una ninna nanna che però desta vecchi ricordi di Parodi... "Astrolicamus" (L.Marielli) brano risalente al 1991, dolcissima ballata suonata in presa diretta, dove la voce di Parodi accompagnata da violino e chitarra folk crea una melodia che, specie nel finale, non disdegna ritmi jazz.
"Sale'ntu (danzalenu)"(A.Parodi-M.P.Ledda/A.Parodi-A.Vacca-R-Maltese-tradizionale la taranta delle Faraualla) è un bellissimo gioco di lingue e connubbio di culture, nel brano sono presenti le "tarantolate" voci del coro Faraualla del salento a rappresentare la parte meridionale di Puglia e la loro tarantella. Trovo molto interessante la sapiente miscela con il canto tradizionale sardo e, specie nel finale, l' intervento, del "bassu" di Gavino Murgia.
Settima traccia del cd "Pandela"(M.Pio Ledda-A.Parodi/Gabin Dabirè) è una melodia del regista, musicista e critico cinematografico Burkina Fasu Gabin Dabirè, in sardo Pandela significa bandiera, ed il senso della canzone trova ispirazione dalla presenza dei quattro mori. Anche qui forte influenza nord africana e (come ho già sottolineato) partecipazione straordinaria di Piero Marras e Africa X.
"Stabat Mater" (Maria Carta/Tradizionale; riebolazione di F.Sotgiu) è un brano dalla forte intensità emotiva, innanzitutto è uno dei testi rielaborati e interpretati da Maria Carta, si tratta di un "gosos" cioè il canto tradizionale di chiesa che la grande artista di Siligo spesso proponeva. Doveroso omaggio ad un'artista e al suo operato.
Da sottolineare particolarmente in "Inghirios"(M.P.Ledda, A.Parodi/E.Ledda, M.Palmas, F.Sotgiu) il bellissimo duetto vocale di Parodi con Elena Ledda; il brano proposto è un tipico canto sardo con fisarmonica e ritmi da sagra paesana(nell'accezione più nobile del termine), tipico canto e risposta tra voci, e ottima esecuzione di B. Camedda alla fisarmonica.
"Balai"(A.Parodi-F.Sotgiu) è una canzone veramente atipica, con poche armonie la canzone si appoggia quasi totalmente sulle percussioni di F. Sotgiu.
A chiusura dell'album "Soneanima" (M.Pio Ledda-A.Parodi/R.Maltese) è una poesia musicale. Perché dico questo, è un canto a sfondo amoroso dalle forti tinte autobiografiche, nel quale un uomo si nutre della figura della propria donna dormiente, accarezzata dalla dolce luce della luna.

Certamente parlare di Abacada non è un lavoro semplice, diversi tipi di musica di culture e strumenti trovano un eccellente connubbio in quest'opera, la personalità e la maturità artistica di Andrea Parodi funge da collante per questa splendida esperienza artistica. Attingendo da tutto il bacino mediterraneo ed oltre, Parodi esplora terre "incognite" dall'affascinante risultato.
Già in occasione del Premio Dessì, Parodi ha incantato il pubblico presente a Villacidro con lo Stabat Mater, ricevendo i calorosi quanto sinceri complimenti del premiato speciale, il Presidente Francesco Cossiga.

Dopo la prima nazionale che si terrà al Teatro Comunale di Cagliari il giorno 8 Dicembre, Abacada uscirà nei negozi.

Grande prima nazionale L'8 Dicembre svoltasi al Teatro Lirico di Cagliari, che per la prima volta ha ospitato una manifestazione di musica lirica o