Luglio-Agosto  2001
 
NOISY SOUND

a cura di Ivan Perella


DEVICS- “if you forget me…” 1998

Premessa iniziale: non si tratta di una metal band, ne epic, come le ultime recensite; bensì di una bella realtà rock, esattamente dalla Calfornia i ragazzi ci propongono una sobria miscela di rock, jazz ed una spruzzatina di blues, con prestazioni vocali che mi ricordano i No Doubt degli italo-americani Stefani e giri armonici di chitarra molto vicini alla band che suonava nel famoso film di Tarantino “Dal tramonto all’alba”.
Le influenze del “pulp-stile” sono evidenti nelle prime tracce “Blue miss sunday” e “Three”, mentre il “prelude” è lasciato al piano, suonato con grande pathos da Dustin O’Halloran.
Tutto l’album scorre nei suoi quasi 60 min piacevolmente, cullati dalla female voice di Sara Lov e ritmati dal drums di Evan Schnabel.
Tra le 12 track di cui è composto l’album spiccano a mio avviso la 7° “afraid of loving you”, sound che ricorda gli anni trenta statunitensi per i suoi arrangiamenti piano voce e l’atmosfera creata.
“Key” l’ottava traccia é quella più commerciale, nella quale è possibile un accostamento ai Cardigans.
Il piano torna a farla da padrone in “opus 7” con ricami classici, ma con quel qualcosa che ti riporta alle fusioni con il jazz.
Non mancano le songs “cowboy” come “siren song”, dove come nella title track troviamo a sorpresa la calda voce di O’Halloran.
Ho aperto con la premessa della peculiarità di questo disco per la mia rubrica, ma affascinato dalla loro prestazione live al Poco Loco in Alghero e dalla loro disponibilità, ho trovato naturale recensire il lavoro da loro donatomi (l’ultimo ha il titolo “My beautiful sinking ship “).
Sicuramente presto parlerò di quella bellissima serata di musica, dove i Devics hanno dato prova di una sapienza artistica notevole aprendo con brani tutti di natura classica e grazie al piano, disegnare melodie e…ma questo alla prossima puntata, intanto consiglio l’acquisto; non vi farà urlare a squarciagola o scuotere la testa inneggiando a Wotan, ma rilassare, fantasticare e perché no, riflettere…con me ci sono riusciti.