Novembre 2000
 
Un ambiente favorevole per lo sviluppo endogeno dell’economia locale strategia vincente per una piccola media impresa


Immacolata Pannone
Ministero degli Affari Esteri
Direzione Generale per la Promozione e Cooperazione Culturale

Nicola Sasanelli
Tecnopolis CSATA Novus Ortus


Da uno studio di Herman Simon effettuato su un campione di aziende di piccole e medie dimensioni è emerso che il principale fattore per un leader di settore e’ l’innovazione, in particolare, tecnologica che scaturisce da una continuo  interazione con il cliente. 

In un mercato globale, l’innovazione costituisce l’arma decisiva per le aziende produttrici essendo l’unica strada percorribile per respingere la concorrenza dei paesi emergenti. Il processo di innovazione all’interno di una azienda consente, in prima analisi, di soddisfare le esigenze dei clienti ed è infatti il cliente finale che suggerisce all’impresa produttrice l’idea del prodotto innovato. L’innovazione solitamente è un processo continuo che si perpetua nell’azienda con il coinvolgimento del cliente (definizione delle specifiche del prodotto) e dei centri di ricerca (trasferimento tecnologico, ricerca di base che si trasforma in ricerca applicata). 
Solitamente la struttura di ricerca e sviluppo esistente nelle Pmi è molto semplice e flessibile, sono spesso gruppi di ricerca molto piccoli che lavorano correndo il rischio di creare dei prototipi e dei processi da assoggettare a sequenze di tentativi ed errori. Purtroppo la ricerca applicata, in Italia in modo particolare, deve fare ancora grossi passi in avanti: occorre infatti che la relazione oggi esistente tra l’industria ed i centri di ricerca si trasformi da occasionale e sporadica in un rapporto di tipo strutturale e sistematico. Il mutuo scambio di esperienza tra i due attori porta, senza ombra di dubbio, ad una crescita di know how tecnologico dell’azienda ma nello stesso tempo tende ad indirizzare parte della ricerca del mondo accademico verso temi concreti, con grande ricaduta sul territorio. Il rapporto strutturale e sistematico implica che l’azienda apra una finestra sull’Università (attraverso finanziamenti di borse di studio, dottorati di ricerca, stage etc.) e che l’Università sia più attenta alle esigenze delle aziende, orientando, per esempio, i propri piani di studio verso specifiche esigenze del territorio circostante salvaguardando sempre una forte formazione di base. 
Ultimamente in Italia sembra partita a pieno ritmo la macchina dei finanziamenti pubblici alle imprese produttrici, ed è indispensabile per una azienda vincente, essere sempre molto attenta e ben informata sulle novità legislative per poter tempestivamente cogliere tali opportunità, presentando proposte di finanziamento per le proprie idee di innovazione. Oggi, oltre alle note leggi di finanziamento, 317 del 1991, 46 del 1982 e così via, la 488 del 1992, sta riscuotendo un successo strepitoso per la rapidità con cui vengono valutate le proposte e per i tempi di erogazione. 

Forza determinante di una Pmi vincente è l’interazione con il cliente, infatti innovazione tecnologica ed orientamento al mercato devono procedere di pari passo. All’azienda non è richiesto di essere tipicamente “market driven” o “technology driven”, ma il successo è determinato proprio dal coniugare questi due aspetti. In altri termini la strategia vincente è quella di provvedere esattamente all’innovazione che soddisfa il cliente e lo renda fedele, accompagnandola con tutti i servizi ausiliari necessari. L’importanza dell’innovazione e la tecnologia orientata al cliente, sono due elementi che si prestano a tradursi in iniziative di politica economica, non dimenticando però che l’ambiente in cui le imprese si sviluppano è fortemente influenzato dagli sforzi dei singoli imprenditori e manager nel generare buoni risultati. 

La PMI in Italia assume, a differenza degli altri Paesi Europei ed extra Europei, una valenza straordinaria poiche’ rappresenta il 92% del tessuto produttivo ed il 70% del fatturato nazionale. Ma ancor piu’ straordinario per una PMI o per un distretto di PMI e’ la capacita’ di essere parte integrante del territorio locale ed in esso ben radicato nel pieno rispetto socio-culturale del territorio stesso. Ed e’ in particolare in tale contesto  che il sistema della ricerca pubblica deve operare in modo efficiente.
Fino ad oggi, purtroppo, dobbiamo rilevare che la spesa pubblica nazionale per la ricerca  e’ di circa 22.000 miliardi di Lire all’anno (circa 1,03 % del nostro Prodotto Interno Lordo di cui il 55% destinato alle imprese) poco se ci si confronta con quanto spendono i Governi Americano, Coreano e Giapponese (rispettivamente 2,6%, 2,7%, 2,9% del PIL) o, per non andare troppo lontani, con quanto spende  la Francia, la Germania ed l’Inghilterra (ciascuno circa il 2,3% del PIL). 
In particolare, per quanto riguarda la ricerca applicata, la carenza nazionale la osserviamo anche dal numero di brevetti Italiani rilasciati dall’Ufficio Europeo (EPO European Patent Office), infatti nel periodo 1990-1995 sono stati rilasciati 1.260 brevetti ovvero il 3% della totalita’, ancora una volta dato irrilevante  se confrontato con gli Amercicani (10.305 brevetti acquisiti ovvero il 24,8%) o la Germania (con 21,1 %) o la Francia (con 8,3%).
E’ importante assistere all’attuale processo di trasformazione del Sistema Nazionale della Ricerca Scientifica e Tecnologica, iniziato con il DL n. 204 del 4/6/98 e successive DL relativi al riordino dei principali Enti Pubblici di Ricerca (CNR, ENEA, ASI etc.) ed oggi, oseremo dire concluso nella fase di programmazione, con la presentazione del nuovo Piano Nazionale della Ricerca e l’approvazione da parte  del CIPE del documento ”indirizzi e priorita’ strategiche per gli interventi a favore della ricerca scientifica e tecnologica”. In quest’ultimo documento e’ previsto un aumento della spesa pubblica in ricerca, per il prossimo esercizio finanziario del 2001, di 4 mila miliardi di Lire. Obiettivo del nostro Ministro dell’Universita’ e della Ricerca Scientifica e Tecnologica e’ raggiungere, nel piu’ breve tempo possibile, gli standard europei ovvero raddoppiare in cinque anni la spesa pubblica per la ricerca, passando dall’attuale 1% del PIL al 1,9% (circa 40.000 miliardi di Lire per anno), e raddoppiando anche il numero dei ricercatori raggiungendo le 150mila unita’ rispetto alle attuali 75mila.

 Il trasferimento tecnologico dai centri di ricerca alle piccole e medie imprese, e’ oggi, e soprattutto nel Mezzogiorno d’Italia,  un processo non strutturato e non sistematico. La differenza di mentalita’ e di cultura fra il mondo accademico, istituzionalmente spinto verso la ricerca di base, ed il mondo imprenditoriale, alle prese con il “time to market” del prodotto innovativo, e’ ancora oggi il principale problema di comunicazione fra i due soggetti. 

I parchi scientifici svolgono sul territorio un importante ruolo di sviluppo endogeno locale. Sono promotori e diffussori della cultura dell’innovazione di processo e di prodotto esprimendo le esigenze di gruppi d’impresa al governo locale, nazionale e comunitario e promuovendo progetti comuni ed azioni tese a favorire lo sviluppo economico locale (patti territoriali, corsi di formazione post laurea, manifestazioni internazionali etc). Essi  assistono le imprese nella fase propositiva dei progetti d’innovazione, promuovendo la collaborazione con centri di eccellenza (accademici, pubblici e privati) e stimolando nuove imprese, soprattutto fra i giovani laureati, astistendoli nell’analisi di mercato e successivo business plan.

In questa fase di grande riforma del Sistema Nazionale della Ricerca, i Parchi Scientifici e Tecnologici, quasi tutti societa’ private senza fine di lucro,  rappresentano un patrimonio nazionale indispensabile in questo momento e da salvaguardare e valorizzare per il futuro. 

Oggi l’innovazione tecnologica è indispensabile per garantire la competitività dei prodotti sul mercato globale e per difendersi dall’attacco dei paesi emergenti che a costi più bassi riescono già a produrre con  i livelli di prestazione correnti. Costituisce, pertanto, un’opportunità irrinunciabile per le PMI il ricorso ai Parchi S&T, Centri gia’ presenti consolidati sul territorio, che consentono un’assistenza al processo d’innovazione aziendale e all’accesso ai diversi programmi di finanziamento a sostegno dell’innovazione nelle aziende.